Affini Essenze

Posted Maggio 1, 2009 by Francesco Quistelli
Categories: Racconti

PROLOGO

“…e quindi tutto scorre,” dissi con un filo di voce ”intendo dire che tutto scorre davverro: la vita, la morte, creazione e distruzione, luce e buio.” Davanti alla finestra del venticiquesimo piano, la pioggia cadeva lenta, scivolando sui miei pensieri. Subito dietro il vetro tetti, comignoli fumanti, inverno in pinea forma.

“Come scusa?” sussurò alle mie spalle Giulia, “non starai per caso pensando di uscire con questo tempo…”.
“No” le dissi voltando appena la testa, quel tanto che bastava per intravedere il suo corpo nudo appena avvolto dal piumone preso in prestito dal letto. Giulia era la mia musa notturna, ci incontravamo solo di notte, a tarda ora. Di solito suonava direttamente alla mia porta, a volte inviava un sms prima di uscire dall’appartamento sopra il mio. Non ci davamo mai un appuntamento, non ci salutavamo mai dicendo che ci saremmo rivisti, nè ci vedevamo mai di giorno o uscivamo a bere un caffè, andavamo al cinema o chissà quale altra cosa. Lei esisteva solo di notte, noi esistevamo solo di notte.
“Dai, vedrai che riuscirai a resitere senza sigarette per qualche ora…” mi disse straiandosi a pancia in giù sul letto, con la testa piegata sul lato destro e i lunghi capelli biondi che lasciavano scoperto solo il collo e la spalla. 
“Certo, resisterò”, ma non era poi tanto vero. Il pensiero di poter fumare al buio, abbandonato sulla mia vecchia poltrona di pelle davanti a una finestra e alla città lenta appena fuori dal vetro rigato dalla pioggia fredda, con una donna nel mio letto, subito dopo aver fatto l’amore,…Troppa poesia in un solo gesto, bisognava rimediare cazzo! “Torno subito”. “Ok”. Passarono due anni e 4 mesi. 


   

PAPA’

Posted Gennaio 19, 2009 by Francesco Quistelli
Categories: Poesie

La mano piccola di un bambino in una mano grande grande 

è questo il ricordo che mi porterò dietro di mio padre.

La mia piccola mano nella sua, calda

         camminando per strada in un inverno milanese 

La mia piccola mano nella sua, forte

         seduti a poppa del nostro gozzo tra le onde

La mia piccola mano nella sua, buona

         distesi a parlare su un prato di montagna

La mia piccola mano nella sua, unica.

Ciao papà, ogni tanto la cercherò ancora la tua mano…Ciao.

IL RUSCELLO

Posted Maggio 14, 2008 by Francesco Quistelli
Categories: Poesie

Tags: ,

Fra mille tronchi per mille rami per mille foglie
fruscia il vento teso
come ruscello in piena,
ma leggero e sospeso.
Senza fonte, nè foce
in mille rivoli espanso.
Come la vita di ogni uomo,
come la mia vita in piena.
Senza sosta, né pace:
scorre e scorre e scorre…

Non puoi afferrare il vento
Non puoi fermare il fiato.

Puoi sentire soffiare,
Puoi solcare il tuo mare.

Anima in D

Posted Aprile 27, 2008 by Francesco Quistelli
Categories: Poesie

M’invado d’idee
d’anima dense.

Feroci tamburi

Posted Aprile 27, 2008 by Francesco Quistelli
Categories: Poesie

Tags: ,

Il senso della vita!
Urla, urla ululanti dentro e fuori, in ogni angolo di mente,
urla l’ansia dell’esistere l’angoscia della morte.
Il senso della morte!
Tamburi, tamburi feroci ovunque in ogni atomo di mente,
suona l’inevitabile tramonto il progresso della vita.
Il senso della mia vita…
urla e tamburi, grida tormentose e canti soavi.
Non esiste il senso, non esiste la comprensione
non esiste il vero e il falso, non esiste la ragione.
Esiste solo la percezione dell’anima immortale
alla fine della folle e meravigliosa ricerca intellettuale.
E così vivo, vivo
la musica
la vibrazione dell’amore
la gioia dell’amicizia
il cielo azzurro e stellato
il sole
il vento
i sogni
il fuoco
le colline di Siena
le strade di Parigi
i figli
la neve
i fiori
il vino
il mare
la fortissima leggerezza
di un attimo di pace.
E sono immortale.

Ridatemi il terzo millennio

Posted Aprile 21, 2008 by Francesco Quistelli
Categories: Poesie

Tags: , ,

Prologo
Sensazione di speranza da 1999…
“Signore e signori finisce il xx secolo
guerre mondiali alle spalle
bombe atomiche nazismo olocausto
…tuuutto spazzato via!”
E non da un semplice, banale anno, no.
Qui stiamo parlando di un mil-len-nio.
Quattro enormi numeri, quattro rintocchi
di magica gratuita inevitabile folle
speranza!
Appuntamento con la storia da vivere in diretta.
Altro sorso di birra, sigaretta, sipario…

Intermezzo, 11 settembre 2001
Uccelli d’acciaio volano da oriente,
uccelli d’acciaio che si scagliano contro simboli d’occidente…
Ed è polvere, calcinacci, fogli bruciati “…chiamare Angie alle 12!”
Ed è brandelli di scrivanie sedie tazze penne quadri occhiali cravatte rossetti cappelli.
Ed è metri e metri e metri di vite IMPILATE una sull’altra: macerie fatte di sassi e di pelle.

Rimarranno per poco ancora lì, sdraiate come una nave sbattuta su una scogliera, rotta.
Rimarranno per sempre negli occhi di noi uomini che abbiamo visto la storia precipitare.
Uccelli d’acciaio che scuotono le coscienze dell’ovest da un torpore di materialità intriso.
Uccelli d’acciaio che scuotono le coscienze dell’est da un nichilismo in seno pasciuto.

Epilogo
Il fuoco del terzo millennio
Spento sotto le macerie di Manhattan
Soffocato dal dolore di Bagdad e di Beslan
Sanguinante tra i treni di Madrid e di Londra
Risorgerà purpureo
dallo sdegno e dal coraggio
a un solo lieve soffio
dalla fine dell’uomo e del suo viaggio.

E con un sussulto lucente
spegnerà per sempre
la banalità del male assoluta
e i flutti del sangue innocente.

E sarà pace nei nostri cuori vermigli!
E sarà gioia tra le nostre mani linde!
Flash!
Applausi, sipario.

A tutti gli inizi

Posted Aprile 19, 2008 by Francesco Quistelli
Categories: Racconti

Tags:

“Il giorno cominciò con una luce sottile, quasi impercettibile, e l’aria…”
Rumore di carta, il classico rumore di carta accartocciata tra le mani e il lancio perfetto verso il cestino colmo di idee sospese, inchiostro blu e un po’ (un bel po’) di frustrazione.
Le 23.28 di un giovedì di settembre.
Lui, lo scrittore. La penna, la puttana. Il foglio, lo specchio lucido di infiniti inizi abbandonati. Quante Read the rest of this post »

Imbrunire d’Estate fra i prati

Posted Aprile 19, 2008 by Francesco Quistelli
Categories: Poesie

Tags: ,

Tu
vestita dalla tua nudità
tu nuda distesa
sul verde letto erboso
col tuo corpo meraviglioso.

Attendi le mie mani
aspiri ai miei baci
agogni alla lieve pesantezza
del mio corpo…sul tuo corpo
del tuo corpo…sul mio corpo.

Oltre il tramonto
Oltre l’alba
Oltre la lucente notte
Orfani del tempo.

Solo – noi – 2

Istinto vitale

Posted Aprile 19, 2008 by Francesco Quistelli
Categories: Poesie

Tags: ,

Diluviano gli oceani in questa notte di tormento
Violente, sommosse sbattono fragorose le onde  
Urlano gli scogli sconvolti dal vento
Rompono argini impotenti impetuose le onde.
Travolgono tutto, tutto, ancora, tutto, tutto!  
Incessanti, svelte, possenti,
cupe onde lucenti.

Fluidi ordigni!
Colpitemi forte, dentro, ancora più forte
Storditemi fino alla morte.
Strappate le mie lacrime dal mio volto
Sciacquate ogni lembo della mia pelle.
Annega la mia vita
Soffoca il mio fiato…

Fino a che scorgo un rosso chiarore,
e tra le acque si acquietano le onde,
e tra le nuvole soffia lento il vento.
Nulla è più come prima, tutto è sconosciuto.
Ma riconosco il calore, è un raggio di sole.
E così ancora un anelito, ancora…

Né spazio, né materia

Posted Aprile 18, 2008 by Francesco Quistelli
Categories: Poesie

Tags: ,

La musica fluttua ariosa
nello spazio che divide
i miei occhi dalle sue mani

Sfiora gli antichi marmi cavalcando
armoniche note di melodie innate

Accarezza il mio cuore
fino a giungere profonda nel mio amore.

Ora le sue mani tra le mie mani
Ora gocce libere di scivolare sui volti
Ora corpi indistinguibili s’amano liberi
Senza spazio, né materia.
Solo aria, alla fine.

Melodie vitali

Posted Aprile 16, 2008 by Francesco Quistelli
Categories: Poesie

Tags: , , ,

L’antica melodia dei verdi prati d’Irlanda,
fili d’erba suonati da magici folletti incappucciati;
e il ritmo sudato di Cuba la nera
battuto sulle pance tese di veneri ambrate;
e il tango e il flamenco
micce scintillanti nei muscoli caldi e nelle emozioni palpitanti
sulla pelle fremente;
e la purezza della pace
di un sottile violino e di un morbido piano;
e il canto perfetto senza spartito
di un uccellino innamorato;
e il tuo canto
fatto della stessa sostanza della rosa rossa…
Tutto l’Universo suona l’opera della creazione.
Le stelle, gli atomi e il vento suonano.
Le foglie, le nuvole e le maree cantano.
Io ascolto, ascolto tutto, coi miei timpani sul cuore.
E mi godo la canzone che chiamiamo
Vita.