PROLOGO
“…e quindi tutto scorre,” dissi con un filo di voce ”intendo dire che tutto scorre davverro: la vita, la morte, creazione e distruzione, luce e buio.” Davanti alla finestra del venticiquesimo piano, la pioggia cadeva lenta, scivolando sui miei pensieri. Subito dietro il vetro tetti, comignoli fumanti, inverno in pinea forma.
“Come scusa?” sussurò alle mie spalle Giulia, “non starai per caso pensando di uscire con questo tempo…”.
“No” le dissi voltando appena la testa, quel tanto che bastava per intravedere il suo corpo nudo appena avvolto dal piumone preso in prestito dal letto. Giulia era la mia musa notturna, ci incontravamo solo di notte, a tarda ora. Di solito suonava direttamente alla mia porta, a volte inviava un sms prima di uscire dall’appartamento sopra il mio. Non ci davamo mai un appuntamento, non ci salutavamo mai dicendo che ci saremmo rivisti, nè ci vedevamo mai di giorno o uscivamo a bere un caffè, andavamo al cinema o chissà quale altra cosa. Lei esisteva solo di notte, noi esistevamo solo di notte.
“Dai, vedrai che riuscirai a resitere senza sigarette per qualche ora…” mi disse straiandosi a pancia in giù sul letto, con la testa piegata sul lato destro e i lunghi capelli biondi che lasciavano scoperto solo il collo e la spalla.
“Certo, resisterò”, ma non era poi tanto vero. Il pensiero di poter fumare al buio, abbandonato sulla mia vecchia poltrona di pelle davanti a una finestra e alla città lenta appena fuori dal vetro rigato dalla pioggia fredda, con una donna nel mio letto, subito dopo aver fatto l’amore,…Troppa poesia in un solo gesto, bisognava rimediare cazzo! “Torno subito”. “Ok”. Passarono due anni e 4 mesi.
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